Aria di Primavera

Cycling: 100e Milan - Sanremo

No, non ci riferiamo all’avanzamento stagionale, che comunque, a parte qualche eccezione di giornata, tarda ad arrivare, bensì a quella sensazione a cui siamo abituati noi appassionati di ciclismo quando ci avviciniamo alla Classicissima di Primavera.

Tutti gli anni, a fine stagione, dopo Mondiale e Lombardia, ci diciamo che, in fin dei conti, in un paio di mesi si ricomincerà con le corse. Ma poi quelle stesse corse di inizio stagione proprio non ci appassionano, magari le guardiamo, ma sempre senza trasporto. Poi, all’improvviso, si comincia a sentire nell’aria un profumo di primavera, per assurdo sospinto dal Nord, dall’ Omloop Het Nieuwsblad. L’ ex Omloop Het Volk non è una corsa da prime pagine dei giornali in Italia, ma è la gara che apre la stagione in Belgio e fa parte della storia del Grande Ciclismo. Quel Grande Ciclismo che abbiamo assaporato appieno sulle Strade Bianche, in una giornata poco primaverile, in cui è emerso proprio un uomo da Nord, un grande prospetto del ciclismo mondiale: Tiesj Benoot.

Quel Grande Ciclismo cercheremo di raccontarvelo sulle pagine di questo blog, con il nostro punto di vista di semplici appassionati, innamorati del ciclismo nonostante tutto. Cercheremo di parlare anche di quel “nonostante tutto”. E allora, il nostro punto di vista diventerà privilegiato perché non dobbiamo rendere conto a nessuno e quindi potremo parlare liberamente, come al bar, come facevamo da quindicenni quando, sentito l’odore di primavera, il nostro banco condiviso di studenti delle superiori, si riempiva di stellette disegnate a matita con a fianco il nome di qualche campione che poteva vincere la Classicissima.

La pratica era utilizzata per tutte le corse, da marzo ad ottobre, ma per la Sanremo, a differenza delle altre corse, ci volevano due banchi, perché i favoriti erano molti. Magia di questa corsa, semplice, perfino banale nel suo disegno, tanta tanta pianura e poi qualche “salitella” nel finale. Eppure gli ultimi cinquanta chilometri ti tengono incollati alla televisione a vedere ogni dettaglio, perché è proprio nei dettagli che si vince o si perde la Sanremo. Bisogna stare davanti, ma bisogna centellinare le energie. Non vinci sulla Cipressa ma puoi perdere a Marina degli Aregai, dopo la discesa, se resti scoperto. Il Poggio va preso davanti, ma avrai ancora compagni di squadra dopo i tre colli? Si potrebbe continuare all’infinito, magari ripescando aneddoti del passato, come, per dirne uno, la vittoria di Gianni Bugno nel 1990, il quale approfittò di un attacco di Angelo Canzonieri per salutare il gruppo su uno “zampellotto” fuori dall’abitato di Porto Maurizio.

C’è solo una certezza: la Sanremo la vincono sempre e solo i campioni.

E’ anche per questo motivo che il nostro racconto sul Grande Ciclismo comincia qui. Si dipanerà poi per tutta la stagione, compatibilmente con il tempo che avremo a disposizione. É per questo motivo che il racconto non sarà regolare, ma vivrà di Scatti e Controscatti, quelli che speriamo di vedere sabato sul Poggio di Sanremo.

Buona Sanremo e buona stagione a tutti!

Firmato

La redazione di Scatti e Controscatti – Il Grande Ciclismo

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