Giro delle Fiandre: terra di ciclismo

foto pn
La Cappella de le “Muur- Kapelmuur”

In questi giorni più che mai vorremmo essere lì. Dove l’aria sa di muschio, birra e ciclismo. Sulle pietre del Koppenberg o dell’Oude Kwaremont, o magari del mitico Muur. Domani con l’evento più importante dell’anno si chiude la settimana santa. Per settimana santa non intendiamo i giorni che precedono la Pasqua, bensì la settimana che precede l’evento più atteso dell’anno in tutto il Belgio, e probabilmente in tutto il mondo del ciclismo, vale a dire il Giro delle Fiandre, o, per dirla alla loro maniera, la Ronde van Vlaanderen.
Ci sono alcune diatribe sulla collocazione temporale di questa settimana, c’è chi la vuole tra il Fiandre e la Roubaix o chi prima del Fiandre. Negli ultimi anni i cambiamenti in calendario delle corse hanno movimentato un po’ le acque: la Gand-Wevelgem non si corre più tra le due Monumento disputandosi ora sette giorni prima della Ronde. Ultima novità quella del cambiamento della Tre Giorni di La Panne e dello spostamento della Dwars door Vlaanderen.
In ogni caso non abbiamo dubbi: per noi la settimana santa è prima del Fiandre. Possiamo dire che va dal venerdì della E3 Harelbeke, passa per Gand e Dwars, per terminare con la mitica Ronde.
I motivi sono semplici: tante corse e tutte sui muri. Tra Fiandre e Roubaix abbiamo ormai solo la Scheldeprijs, classica dal suo fascino, ma meno intensa del trittico Harelbeke, Gand, Dwars.
Ma soprattutto perché la settimana santa è un fenomeno tutto belga, tutto fiammingo. La Roubaix è francese e seppur sia da sempre “L’inferno del Nord”, non è come correre in Belgio.
Il Belgio è la vera patria del ciclismo.

640_koppenberg
Il Koppenberg

Là si vive 364 giorni all’anno aspettando la Ronde e il 365° giorno finalmente arriva la festa.
Là conoscono tutti i nomi dei corridori a memoria, riuscendoli a riconoscere anche totalmente imbardati tra polvere, fango, occhiali, caschi e mantelline.
Là vincere la Ronde conta di più rispetto a vincere il Mondiale o l’Olimpiade.
Là se vinci una volta resti nella memoria per sempre: come per Ballan, per Tafi o per Bortolami, ultimi italiani a trionfare nella Ronde, ormai oltre un decennio fa, ma sempre riconoscibilissimi a queste latitudini.
Là fin da piccolo impari, quasi fosse il ‘Padre Nostro’, tutti i nomi dei muri delle Fiandre: Taaienberg, Koppenberg, Oude Kwaremont, Paterberg, Muur- Kapelmuur,…
Là fin da bambino ti viene trasmessa la cultura della bicicletta, sia per andare a scuola o a lavoro, sia dal punto di vista agonistico. Ciclocross, muri e ventagli. Questo è il pane quotidiano di ogni buon corridore belga.
Là devi andare a confrontarti se vuoi diventare un ciclista con la ‘C’ maiuscola, per imparare i trucchi del mestiere, quelli che non possono essere imparati altrove. Che poi di trucchi ce ne sono pochi, ci sono solo tanta, tanta, ma tanta passione e tanto amore per la bici. Non a caso si dice che la Ronde sia la corsa ‘universitaria’ del ciclismo e con quell’alloro puoi star certo di essere entrato nel gotha del ciclismo mondiale.

Per questi motivi anche noi dall’Italia non vediamo l’ora che arrivi la Ronde e l’invidia per gli 800.000 ( capito bene, 800 mila spettatori o più sulle strade) che seguiranno la corsa dal vivo è davvero tanta.
E allora buona Pasqua…pardon, buona Ronde a tutti!

FA

Giro-delle-Fiandre-2018-Altimetria
Altimetria Ronde van Vlaanderen 2018
Giro-delle-Fiandre-2018-Planimetria
Planimetria Ronde van Vlaanderen 2018

Lascia un commento