
Terpstra:
l’olandesone di Beverwijk compie la personale tripletta aggiungendo al carniere la Ronde alle già vinte Roubaix ed E3Harelbeke. Legge bene la corsa e capisce che seguire Nibali all’uscita dal Kruisberg è il momento giusto per entrare in azione, anche agevolato dalla solita superiorità numerica dei suoi. Resiste bene nel finale con un’azione di resistenza alla quale ormai è abituato. Voto 10
Pedersen:
Va in avanscoperta con Van Barle e Langeveld (voto 7 per loro due) in un’azione tatticamente ben impostata. Sull’Oude Kwaremont è l’unico che prova a resistere a Terpstra, si stacca, ma arriva un bellissimo secondo posto a soli 22 anni. Voto 9.
Gilbert:
Il campione in carica resta sempre ben coperto riuscendo a cogliere nel finale la terza piazza. Nei momenti decisivi sembrava un po’ assente, in realtà la tattica dei Quick Step- Floors prevedeva tre cani sciolti con licenza di uccidere in ogni momento. Terpstra piazza il colpo e quindi lui si limita a rompere i cambi prima di regolare il gruppetto dei battuti. Voto 8
Valgren:
Corsa di sacrificio quella del danese dell’Astana. Riesce a rimanere appeso al gruppetto dei migliori e prova la stoccata negli ultimi metri per cogliere il podio, Gilbert gli leva questa soddisfazione, ma la bella prova resta lo stesso. Voto 8
Nibali:
Come si fa a non voler bene ad un corridore come Vincenzo. Si presenta al Fiandre sapendo di essere qui per imparare ma che la classe è tanta e che perciò giocherà le sue carte. La sua azione all’uscita del Kruisberg in contropiede dopo l’attacco di Stybar è lanciata nel momento perfetto, a dimostrazione di una visione di corsa superiore. Per un momento ci esaltiamo sperando possa andare all’arrivo con Terpstra, ma purtroppo le gambe iniziano a urlare dal dolore. Chiude comunque con un ottimo ventiquattresimo posto. Voto 8
Stybar:
Tra i corridori della corazzata Quick-Step ( Voto 8) è il primo che prova a muovere un po’ le acque, ma alla fine si ritrova fregato proprio dal compagno di squadra che gli ruba il tempo. Bravo poi nel rompere i cambi. Voto 7
Colbrelli:
Non era al meglio della condizione, ma sta nel gruppo dei migliori fino al momento decisivo. Prova anche un allungo, ma la grinta non basta. Attivo, voto 6.5.
Moscon:
La Sky ( voto 7 per la tattica, 5 per il risultato) mette in atto una buona tattica di gara permettendo a Kwiato e al ragazzo della Val di Non di stare a lungo coperti nel gruppo. Sull’Oude Kwaremont si accende la bagarre e lui non c’é. La gamba non sembra essere al top. Di tempo ne ha ancora molto davanti, ma se vuole rispettare le (sue) attese deve cambiare registro. Voto 5
Trentin:
Vale all’incirca il discorso fatto per Moscon con la differenza che si autoproclama tra i 10 top riders della corsa e che ha 5 primavere in più sulle spalle. Probabilmente paga ancora l’infortunio di gennaio. Quando il gioco si fa duro lui esce di scena. Voto 5
Oss:
Sempre pronto ad aiutare il capitano Sagan, ma andrebbe “sfruttato” in modo diverso dal portaborse dello slovacco. Lui comunque c’é sempre. Voto 6
Sagan:
Resta a una vittoria su ventiquattro classiche monumento disputate. Un po’ pochine a discapito dei tre mondiali su otto partecipazioni. Per buona parte della corsa sembra pedalare con una facilità super, ma come spesso capita dorme nel momento decisivo. Poi prova a riportarsi su Terpstra, ma è troppo tardi. In queste corse forse dovrebbe iniziare a usare la squadra diversamente, lasciando più spazio ai luogotenenti. Nel modo in cui ha corso oggi li ha spremuti rimanendo solo contro i tre Quick Step nel momento decisivo.
Non capisco ancora quanta fame di vittorie abbia realmente questo ragazzo. Rimandato a Roubaix e visto che quest’anno non potrà vincere il mondiale é l’ora che si dia la sveglia. Voto 5.5.
Greg Van Avermaet:
Accenna qualcosa sul Taaienberg, ma poi si spegne e prosegue nella scampagnata nella campagna fiamminga. Aggiunge un quinto posto ai due secondi, al terzo, al quarto e al settimo già conquistati. Guarda che non te la danno una vittoria a tavolino per somma di piazzamenti, che aspetti a provarci (per davvero!) caro Greg? Voto 5
Stuyven:
Sta lì, sempre lì, lì nel mezzo. Non mette mai il naso fuori, ma restite con l’avanzare dei chilometri. Chiude settimo, per ora va bene così, ma se vorrà vincere dovrà iniziare a osare. Voto 6.5
Benoot:
Anche lui sempre presente nel gruppo dei migliori, non ha le gambe per imbastire la sua proverbiale azione da lontano. Chiude ottavo, rimandato agli anni venturi. Voto 6.5
Van Aert:
Che bello vedere questo campione nel vivo nel Giro delle Fiandre dopo che a febbraio si era imposto nel mondiale ciclocross. Se Wout deciderà di dedicarsi maggiormente alla strada aspettiamolo in forze sulle pietre negli anni prossimi. Voto 7
Naesen:
Non é al meglio, ma stringe i denti. Fa corsa d’attesa, ma evidentemente non ne ha più di così. Tutto sommato quindi è un buon undicesimo posto. Voto 6.5
Vanmarcke:
Riuscisse per una volta a non avere problemi nei primi chilometri forse arriverebbe nel finale con più energie. Due cadute e una foratura per il veterano dei piazzati sulle pietre. Prova e riprova Sep, che, prima o poi, ( ma sbrigati!) ci riuscirai. Voto 6
Kristoff e Demare:
Sono ben posizionati sperando che la corsa sia il più lineare possibili. Purtroppo per loro c’é un’accelerata ed é quello che basta per farli saltare. Voto 5.5
Haller, Gibbons, A. De Gent, Goolaerts, Turgis, Ligthart, Gerts, Eenkhoorn, Peyskens. Onorano una corsa Monumento con una lunga fuga all’acqua e al vento. Buoni segnali anche dall’azzurro Filippo Ganna, anche lui in fuga a “scoprire” la corsa. Menzione di merito per Ivan Cortina, che tra i fuggitivi è quello più attivo e che resiste più a lungo.
Voto 8
FA