
Non è un anno floridissimo per La corsa delle pietre. Non perché la Parigi- Roubaix stia vivendo un calo di prestigio, anzi, ma perché si vedono pochi corridori particolarmente votati alla specialità.
Da un lato c’era da prevederlo perchè dopo un decennio vissuto sull’asse Boonen- Cancellara era difficile, se non impossibile, trovare subito un cambio generazionale, che comunque avverrà, anche se probabilmente non a questi livelli.
Inoltre è più che mai comprensibile che nessun corridore dedichi la propria carriera ad una sola corsa, quando questa arriva una sola volta l’anno. Il Fiandre, o comunque Harelbeke e la Gand- Wevelgem, sono maggiormente conciliabili con altre corse. Basti pensare alle presenze di Nibali e di Kwiatkowski, tutt’altro che di contorno.
La Roubaix è un’altra cosa, bisogna sentirla, bisogna esserci totalmente votati, bisogna amare le pietre e volarci sopra. Come faceva il grande Franco Ballerini, che sembrava correre sul velluto, o come faceva Johan Museeuw, che riusciva a spingervi rapporti impossibili. Ma anche Van Petegem, Flecha, Hincapie, Ballan.
Insomma vincitori e non che in ogni modo al pavè davano del tu.
Come rovescio della medaglia ci si potrebbe risentire facendo presente che in gara ci sono comunque specialisti che hanno già vinto la corsa, come Degenkolb, Terpstra e Van Avermaet; ci sono corridori che provano a vincerla da una vita come Vanmarcke e Stybar; e ci sono uomini come Van Aert e Sagan che si trovano più a loro agio in bici sulle pietre che sulla poltrona di casa.
Ma allora perché aprire dicendo che mancano i corridori propriamente votati all’Inferno del Nord?
Perché seppur forti, quasi tutti questi corridori sono, più o meno, “adattati” alla Roubaix, cioé per contingenze varie si trovano nel lotto dei favoriti e allora tentano ( e talvolta trovano) il colpaccio.
Mancano “i fari” della corsa, quelli che tengono in mano la gara condizionandone le fasi. L’unica che ci proverà sarà una squadra: la Quick Step- Floors, che arriva da una Campagna del Nord fin qui esaltante. Ma la corazzata di Lefevere non ha un vero e proprio uomo di punta, ma una banda di cecchini pronti a centrare il bersaglio grosso sfruttando i tempi giusti. Ma se la situazione a loro favorevole non si verificasse potrebbe vincere il tatticismo con le seconde linee pronte a sfruttare l’occasione.
Per spiegarci meglio veniamo alle famigerate “stellette”.
A cinque, con tutti i bookmakers che gli affidano quote poco convenienti, troviamo Peter Sagan. Anche noi abbiamo deciso di dargli fiducia, di aspettare lo slovacco fino all’ultimi appello. Fin qui la sua primavera non è stata convincente ( per i suoi potenziali standard s’intende), ma ha due alfieri importanti in Oss e Burghardt e ha la forze per staccare tutti di ruota.
Altresì vero che a Roubaix è fin’ora sempre stato respinto, non destando mai la sensazione di essere al livello dei migliori.
E’ per questo che sosteniamo che manchino i grandi fari della corsa, perché è strano che il primo favorito sia un uomo mai salito sul podio e che in questa gara non è mai sembrato troppo in palla, entrando solo una volta nei dieci. Come detto però diamo fiducia a Peto e vediamo se saprà stupirci ( in bene o in male) un’altra volta.
A quattro posizioniamo le due punte della Quick Step- Floors Terpstra e Stybar. C’è altro da dire su come corre questa squadra? Su quanto sia competitiva in questo tipo di corse? No. Ciò basta e avanza per attribuirgli quattro stellette. La quinta però non gliela diamo, non per mancanza di fiducia o di palmares ( che qui è migliore rispetto a quello di Sagan), ma semplicemente perché come caratura di corridore lo slovacco é un passo avanti.
A tre stelle troviamo Van Avermaet, Vanmarcke e Gilbert.
Il primo è il campione in carica ed è uno di quei corridori per cui facciamo un’eccezione sul discorso fatto in precedenza. Lui sulle pietre va davvero forte, e in queste corse ( oltre che all’Olimpiade) ha costruito una carriera. Ma nella primavera 2018 il buon Greg non sembra in formissima. Magari ha corso di rimessa per motivi tattici e non è riuscito a esprimere il suo potenziale, chissà. Tre stelle le merita ampiamente, ma per quanto visto fin’ora non di più. Pronti ad essere smentiti.
Per Vanmarcke il discorso è per certi versi analogo, anche Sep infatti è uno di quegli atleti che sulle pietre ci sa fare eccome. Forse il più puro uomo da settore di Pavè in gara domani. Il suo problema è che la gara è lunga e raramente riesce a concluderla senza intoppi. Vero che non siamo al Fiandre dove le cadute sono all’ordine del giorno (per Sep anche dell’ora), ma se non impara a rimanere concentrato dal via all’arrivo al traguardo difficilmente coglierà la vittoria della vita. Tre stelle comunque sono meritate perché il suo talento sulle pietre è innato.
Per Gilbert il discorso è opposto: un solo precedente e per di più di oltre 10 anni fa. La sua classe e la sua voglia di completare il filotto di Monumento ( è a 3 su 5) non basterebbero per attribuirgli la palma di possibile vincitore. In realtà però corre in uno squadrone e possibili tatticismi potrebbero favorirlo.
A due e una stelletta troviamo alcuni corridori che in passato hanno vinto, sono andati vicino al vincere o hanno fatto podio. Inoltre ci sono alcuni giovani come Stuyven, o Lampaert.
Tra i vari nomi vorremmo spendere due parole per Van Aert e per Moscon.
Dinnanzi belga possiamo solamente toglierci il cappello perché dopo una intensa stagione nel ciclocross ( con Mondiale vinto) sta davvero facendo faville anche su strada. La Roubaix tra tutte è forse la corsa su strada più adatta ai suoi mezzi. Aspettiamolo protagonista, nel 2018 e negli anni a venire.
Per Moscon invece l’inizio stagione non è stato proprio esaltante, ma confidiamo nella sua giovane forza. Se poi per un attimo riuscisse a divincolarsi dalla morsa tattica allora potrebbe davvero pensare in grande. Deve provarci perchè domani sera stilerà il primo bilancio di una Campagna del Nord vissuta da capitano.
Le stellette:
Sagan *****
Terpstra – Stybar ****
Van Avermaet – Vanmarcke – Gilbert ***
Demare- Van Aert – Stuyven – Moscon **
Kristoff – Langeveld – Lampaert – Degenkolb- Boasson Hagen *
Il percorso:


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