
Chissà se Niki Terpstra mentre si involava tutto solo verso il traguardo del Giro delle Fiandre 2018 avrà pensato al suo storico capitano Tom Boonen, se avrà ripercorso mentalmente quell’attacco che condussero insieme, loro due soli, nella Roubaix del 2012 a 55 chilometri dal velodromo. Chissà se si sarà ricordato che il suo capitano appena due anni dopo si sarebbe sdebitato, sempre nella stessa corsa, quando l’olandese volante centrò la sua prima classica monumento anche grazie a Tornado Tom che lo aiutò a rientrare sulla testa della corsa a pochi chilometri dalla conclusione.
Non sappiamo cosa abbia pensato Terpstra, ma noi, mentalmente, abbiamo accompagnato quella cavalcata ringraziandolo. Già, lo ringraziavamo perchè l’azione di Niki ci ha fatto passare per un attimo quella nostalgia che ci assaliva al pensiero del primo Fiandre senza Tommeke e senza Fabian Cancellara, ritiratosi nel 2016.
Due leggende del Grande Ciclismo, due epici campioni che hanno eletto le pietre come teatro del decennale scontro. Il Fiandre e la Roubaix, senza contare le altre classiche fiamminghe, sono diventate quasi esclusiva loro, lasciando le briciole agli avversari o, più spesso, ai compagni di squadra che approfittavano del marcamento.
Dal 2005 al 2014, su dieci Parigi-Roubaix disputate, sette sono andate a loro, capaci di vincere anche sei Fiandre su dieci nello stesso periodo. Questi numeri possono bastare per descrivere il dominio a cui abbiamo assistito ma non bastano certamente a riportare la classe, la forza, l’abilità e l’intelligenza che i due sapevano proporre sulle pietre.
La classe del belga è rivelata al mondo intero nella Parigi- Roubaix del 2002. Primo anno da professionista, corre per l’americana Us Postal Service, deve aiutare il capitano George Hincapie. Lo guida sul fango di quella giornata piovosa e impressiona il mondo del ciclismo: si muove tanto sulla sella sprigionando una potenza incredibile sulle pietre, spinge forte sui pedali Tom, ma ammortizza ogni pietra con la parte alta del corpo. Quando Hincapie finisce in un fosso, Boonen stupisce tutti tirando dritto e andando a conquistare il suo primo podio in quella corsa. Sembra che abbia una sorta di connessione empatica con le pietre, che capisca in modo intuitivo, al suo primo incontro con l’Inferno del Nord, come si guida su quelle strade. Sembra un veterano del pavé, come quel Johan Museeuw che proprio quel giorno vinceva la sua terza Parigi-Roubaix.
Quel risultato gli vale il passaggio l’anno successivo alla Quickstep- Davitamon, squadra da sempre regina delle classiche, e dopo alcuni successi di rilievo ( tappa al tour, e vittorie ad Harelbeke ed alla Gent- Wevelgem) il 2005 è l’anno della consacrazione definitiva. Riesce infatti a cogliere la sua prima doppietta Fiandre-Roubaix e a conquistare la maglia di campione del mondo nel mondiale di Madrid.
L’anno successivo il belga vince ancora il Giro delle Fiandre con la maglia iridata ma una settimana dopo, sulle pietre francesi, dovrà arrendersi a quello che diverrà il suo rivale storico: Fabian Cancellara.
La parabola iniziale dello svizzero è diversa: lui non è un predestinato delle pietre. Ha un motore incredibile, sin da giovane è uno dei migliori al mondo a cronometro (nella sua carriera vincerà quattro titoli mondiali in questa specialità e un oro olimpico), è un atleta completo, molto quotato sin dalle categorie giovanili, ma il Nord deve imparare a conoscerlo e a domarlo.
Ma uno con la mentalità da campione come lo svizzero non ci mette molto ad imparare ed alla quarta partecipazione fa sua la Parigi-Roubaix (2006).
L’occasione per una nuova sfida l’avranno nel 2008 sempre alla Parigi- Roubaix. Ai meno 40 Km dall’arrivo restano solo in tre: Boonen, Cancellara e Alessandro Ballan, vincitore del Giro delle Fiandre l’anno precedente. I due regalano spettacolo, allungano in ogni settore di pavè, ma arrivano insieme al velodromo per disputatare la volata: primo Boonen, secondo Cancellara, terzo Ballan. Il corridore di Castelfranco Veneto ha avuto la forza di reggere all’urto dei due sfidanti andandosi a piazzare in una gara che diventerà parte della leggenda.
L’anno successivo, al Giro delle Fiandre, Boonen concede spazio al suo luogotenente Stijn Devolder, per poi conquistare la sua terza Parigi- Roubaix. Secondo sarà Filippo Pozzato, che insieme a Ballan incrocerà più volte le ruote dei due campioni sulla strada della decennale sfida.
Ma il 2009, dopo il successo in Francia, sarà un anno molto difficile per Tom Boonen. A maggio in seguito ad un controllo risulta infatti positivo alla cocaina ammettendo di avere anche problemi con l’alcool. Il mondo del ciclismo, specie in Belgio è sconvolto, tuttavia la squadra gli sta vicino, segue un percorso di disintossicazione e l’anno successivo è di nuovo pronto a sfidare il rivale.
Segue…….