
Peter Sagan: alla terza monumento stagionale l’esito della gara rispecchia il nostro pronostico. Vince il favorito: finalmente Peter! Prendendo in prestito dal dizionario Magrini (voto 10 per la telecronaca) possiamo dire che vince con una vera e propria fagianata. A circa 55 km dall’arrivo, dopo che il gruppo ha ripreso Stybar, c’è un po’ di incertezza, attacca prima Van Avermaet ma viene stoppato, poi lo slovacco allunga, come un fagiano, piano piano, poi aumenta: lo rivedono nelle docce del velodromo. Si gestisce bene, si alimenta e beve molto, si concede anche il lusso di sistemare da sè, in corsa, il dispositivo per ammortizzare gli urti delle pietre. E’ intelligente nel non voler strafare staccando gradualmente i membri della fuga del mattino che gli danno una mano. Nel velodromo annienta l’ultima resistenza di Dillier. E’ un fenomeno e oggi ha finalmente corso da fenomeno. E noi siamo contenti. Voto: 10
Silvan Dillier: semplicemente monumentale. Il suo miglior risultato in una classica monumento era un 38° posto alla Milano-Sanremo del 2015. Oggi, dopo aver animato la fuga del mattino, viene raggiunto dal campione del mondo ed insieme a Wallays (voto 7.5) dà qualche cambio. Ti aspetti possa staccarsi da un momento all’altro, invece resiste stoicamente sul pavé e rilancia l’azione nei tratti in asfalto. Arriva al velodromo con Sagan e non è poco. Appena tagliato il traguardo lo slovacco si complimenta con lui, in segno di grande rispetto: deve ringraziare il vincitore, oggi entra nella storia del ciclismo insieme a lui. Voto: 9
Niki Terpstra: salva il salvabile cogliendo comunque un podio che impreziosisce ulteriormente la sua carriera. Peccato perché oggi la squadra non è stata all’altezza: se l’avesse sostenuto meglio avrebbe potuto riprovare il colpo grosso. Voto: 6.5
Daniel Oss: Sagan ha finalmente dei compagni di squadra in grado di aiutarlo. Il trentino e Marcus Burghardt (Voto 8.5) sono fondamentali nel successo dello slovacco. Entrano in azione prima della foresta e marcano tutti fino a quando il loro capitano non decide di partire. Oss è ovunque, piazza anche due allunghi per smuovere il gruppo. Qualcuno ricorda chi era il luogotenente del vincitore dello scorso anno? Squadre avvisate: per vincere la Roubaix ci vuole Daniel in squadra. Voto: 8.5
Ludovic Robeet, Jimmy Dunquennoy, Sven Erik Bystrom e Marco Soler: hanno il grande merito, insieme ai corridori già citati, di centrare la fuga del mattino nell’unica classica monumento in cui si può provare a resistere davanti fin quasi al mattino. Voto: 7
Nils Politt: bravo il tedescone della Katusha-Alpecin che riesce a sfuggire a cadute e guai meccanici per poi regolare il gruppo dei battuti. Settimo a 24 anni nell’ Inferno del Nord non è niente male. Voto: 7
Philippe Gilbert: prova ad andare in avanscoperta già dalla Foresta di Arenberg in compagnia di Teunissen. La sua azione, seppur precoce, ha un senso tattico. Si scioglie successivamente dimostrandosi ancora “leggero” per provare a vincere la classica delle pietre. Voto 5.5
Zdenek Stybar: la sua azione iniziata a 65 Km dal traguardo ha come unico scopo quello di esaurire le sue energie. Una volta ripreso dal gruppo il campione ceco non sarà in grado né di prodigarsi in azioni personali, né di aiutare la squadra a recuperare terreno su Sagan. Voto: 5
Quick- Step- Floors: hanno corso molto bene per tutta la primavera, oggi hanno sbagliato corsa. Il loro susseguirsi si scatti, che in altre occasioni ha ripagato alla grande, oggi si è rivelato un flop tattico. Probabilmente gli attacchi sono stati portati troppo precocemente ed è stata sottovalutata l’azione di Sagan. Sul Mons-en- Pévèle, quando era il momento di chiudere, si ha avuto la sensazione che la squadra lavorasse per far vincere Gilbert, impedendo a Terpstra di cercare la rimonta sul campione del Mondo. Forse se avessero da subito puntato forte sull’olandese sarebbe andata diversamente. Da segnalare il bel lavoro di Declercq e Keisse (Voto 7) che da buoni doganieri selezionano gli aventi diritto del gruppetto di fuga. Una volta accordato il lasciapassare si “sciroppano” circa 150 km in testa al gruppo a dettare l’andatura. Gregari impagabili di una squadra che prende la prima bocciatura della stagione. Voto: 5
Sep Vanmarcke: è sempre lì ma gli manca sempre il guizzo. Sulle pietre va bene come pochi, ma deve trovare il modo per vincere perché gli anni passano anche per lui. Voto: 6
Van Avermaet: non è il GVA formato super della scorsa stagione, e si vede. Forse è più appagato, più rilassato, meno cattivo. Oggi la squadra non l’ ha supportato a dovere, ma in ogni caso Greg è uno che quando ha la gamba è abituato a prendere la corsa di petto. Quest’anno, invece, ha sempre subito andando a rimorchio nel gruppetto inseguitore. Questo approccio di gara va bene per piazzarsi, non per vincere. Voto 6
Jasper Stuyven: ha un gregario di lusso come Degenkolb che lo aiuta a tenere le posizioni di testa e a ricucire sui fuggitivi. Quando la corsa entra nel vivo resta con i migliori ad inseguire Sagan. L’inseguimento è vano, ma il belga coglie la seconda top-five consecutiva in questa corsa. Ha la stoffa per giocarsela fino in fondo nei prossimi anni. Voto 6.5
Wout Van Aert: a proposito delle prossime edizioni, sono tutti avvisati, bisognerà vedersela con lui. Il campione del mondo di Ciclocross aveva già dimostrato alle Strade-Bianche e al Giro delle Fiandre di avere un bel motore anche per la strada. Oggi è sempre davanti, sempre attivo, a volte quasi troppo. Resta con il gruppetto inseguitori fino a quando non fora. Voto 7
Taylor Phinney: fa piacere vedere l’americano, maglia rosa nel 2012, tornare competitivo ad alti livelli (oggi ottavo). Questa corsa gli si addice (l’ha già vinta tra i dilettanti) e se i guai fisici non lo tormenteranno potrà fare ancora meglio in futuro. Voto: 6.5
Marco Marcato: è il migliore degli italiani ( 18°). Regolare, come al solito. Voto 6
Gianni Moscon: avevamo negli occhi la prestazione dello scorso anno. Oggi delude, è sempre nelle retrovie, e quando esplode la corsa resta dietro. Rimandato. Voto 5
Michael Goolaerts: il corridore belga è rovinato a terra durante il secondo tratto di pavé. Per rianimarlo è stato necessario praticargli il massaggio cardiaco e utilizzare il defibrillatore. L’atleta della Verandas Willems è stato quindi intubato dai sanitari per essere trasportato all’ ospedale di Lille. Pare che sia stato un malore a causare la sua caduta e non viceversa, in ogni caso attendiamo buone notizie. Un grosso in bocca al lupo per lui.