
Le classiche del pavè sono appena terminate ed è giunta l’ora del solito turn over che negli ultimi anni ha caratterizzato la settimana delle classiche compresa tra Parigi- Roubaix e Amstel Gold Race. Solo in pochi resteranno ( peraltro pesci grossi) per la corsa della birra poiché date le caratteristiche del percorso ( grazie anche alle recenti modifiche) potrebbero far bene.
E’ allora giunto il momento passare in rassegna i protagonisti attesi nella settimana ventura, quella delle Ardenne. Per chi volesse fare un piccolo passo indietro a questo link è possibile leggere le valutazioni in merito alle prestazioni degli uomini che nelle scorse settimane si sono dati battaglia sul pavè.
I big:
Alejandro Valverde:
Il tempo sembra non passare per il trentottenne murciano che nonostante l’età si presenta ancora una volta come favorito nelle corse delle Ardenne.
Alejandro é il signore indiscusso del Muro di Huy e della Côte di Ans, mentre non è ancora riuscito a mettere la ruota davanti a tutti nell’Amstel, altra corsa perfetta per le sue caratteristiche. L’obiettivo dei suoi avversari dev’essere quello di staccarlo perché in una volata al termine di queste corse è pressoché imbattibile. Il suo obiettivo invece é quello di conquistare la prima Amstel, la sesta Freccia o la quinta Liegi, nell’ultimo caso affiancherebbe un certo Eddie Merckx.
Vincenzo Nibali: Con la vittoria alla Sanremo un corridore normale si sentirebbe appagato per almeno una stagione.
Vincenzo invece ha ripreso subito la preparazione per il suo primo vero grande obiettivo del 2018, cioè la Liegi, concedendosi nel frattempo il lusso di correre un Fiandre da protagonista.
Nibali difficilmente dedicherá grandi energie ai primi due appuntamenti delle Ardenne e concentrerà la sua attenzione sulla Doyenne, da sempre suo grande pallino, diventato ossessione dopo che nel 2012 Iglinsky gli scippò un successo che ancora grida vendetta. L’attacco da lontano sarà l’arma del siciliano che non può permettersi il lusso di portarsi dietro qualcuno e di giocarsi la vittoria allo sprint. La sfida non é semplice, ma la sua classe e la sua condizione fisica fanno ben sperare.
Julien Alaphilippe:
Nelle corse a tappe fin qui disputate si è rivelato un killer per le vittorie di tappa, per poi evaporare in classifica generale. Per sua fortuna ora iniziano le Classiche dove conta solo mettere la propria ruota davanti a quella degli altri e non essere in palla giorno dopo giorno sommando i tempi di ogni corsa.
Il francese ha la baldanza, lo spunto veloce e il guizzo per poter far sue queste corse che sembrano disegnate apposta per le sue gambe. La presenza di Gilbert in squadra potrebbe agevolarlo sia dal punto di vista tattico che da quello della pressione psicologica.
Philippe Gilbert: Suppur sia reduce dalla campagna del pavé il vallone non può non essere annoverato tra i big anche per le Ardenne. Visti i postumi di quelle corse durissime e visto che lo spunto veloce è calato rispetto agli anni più luminosi, sarà difficile per lui riconfermarsi su queste strade, ma sottovalutarlo potrebbe essere molto sconveniente per tutti, chiedere a Kwiatkowski che l’anno scorso si è visto sfumare un’ Amstel che credeva già sua.
Michael Kwiatkowski:
Il campione del Mondo di Ponferrada 2014 ha tutte le qualità per imporsi in questo tipo di gare, sa come si vincono le grandi corse e sa correre in maniera tatticamente oculata. Basterà per portarsi a casa una delle tre gemme delle Ardenne?
Peter Sagan:
Eh sì, ancora lui, sempre lui. Il campione del Mondo dopo la campagna del pavè prenderà il via anche all’Amstel Gold Race, corsa nella quale partirà inevitabilmente coi gradi del favorito. La classica della birra gli si addice parecchio, sia per la voglia di Peto di farsi una bella birretta una volta giunto al traguardo, sia per caratteristiche tecniche: stradine, strappi, cambi di ritmo sono estremamente adatti al tre volte iridato. Collochiamo quindi lo slovacco tra i big solo per ciò riguarda la corsa olandese, escludendo Freccia e Liegi, sperando in un futuro non troppo lontano di vederlo ambizioso anche per la Doyenne perché a nostra modesta opinione se c’è qualcuno che possa puntare a conquistare tutte e cinque le Monumento quel qualcuno risponde al nome di Peter Sagan.

Outsider:
Romain Bardet:
Il francese punta forte sulla Liegi, corsa che certamente gli strizza l’occhio per caratteristiche, anche se dovrà il più possibile evitare di arrivare all’ultimo chilometro in compagnia. La Strade Bianche ci ha mostrato un Bardet in crescita nelle corse di un giorno, gli auguriamo di sbocciare durante la settimana delle Ardenne.
Michael Matthews:
L’atleta della Sunweb possiede l’identikit perfetto per vincere l’Amstel Gold Race, spesso però non è riuscito a sprigionare tutti i suoi cavalli in volata perché fattosi anticipare dagli attacchi avversari. Il Matthews visto allo scorso Tour de France, più forte in salita e resistente alla distanza, potrebbe addirittura attaccare in prima persona o in gruppetto nella corsa olandese, mentre per la Liegi, nella quale fu quarto nel 2017 spererà certamente in una corsa sonnacchiosa per poi giocarsi il successo in volata.
Daniel Martin:
Dopo la Liegi 2013 e il Lombardia 2014 non è più riuscito ad esprimersi ai massimi livelli nelle corse di un giorno, investendo maggiori energie sulla classifica del Tour de France. Con l’approdo alla UAE potrà contare su di una squadra incentrata su di lui e quindi star sereno in gruppo fino al momento propizio per lanciare il colpo. Sul Muro di Huy risponderà di certo presente, ed anche alla Liegi sarà un osservato speciale.
Tim Wellens e Tiesj Benoot:
La premiata ditta della Lotto Soudal ha una sola parola d’ordine: attaccare. Solo in questo modo i due potrebbero costruirsi situazioni favorevoli e portare a casa ottimi risultati. Il preludio è andato in scena alla Freccia del Brabante dove Tim ha impartito l’attacco vincente e Tiesj gli ha coperto le spalle giungendo poi terzo in volata. Settimana prossima il livello degli avversari sarà ancor più alto, ma la strada imboccata è quella giusta.
Wour Poels e Sergio Henao:
La coppia del Team Sky vive all’ombra di Kwiatkowski, ma potrà giocare le proprie carte. Il primo si prepara ad essere il delfino di Froome al Giro d’Italia, ma ha già vinto la Liegi nel 2016 e di certo sulle côtes non starà a guardare. Il colombiano invece è reduce da una buona campagna nel 2017 e potrebbe essere utile tatticamente alla squadra in possibili attacchi da lontano, oltre che rappresentare la prima scelta sul muro di Huy, situazione in cui, viste le pendenze proibitive, sembra più adatto del compagno polacco.
Michael Albasini:
Corridore sempre presente e molto tignoso per questo tipo di corse nelle quali ha colto diversi piazzamenti gli scorsi anni. Ha uno spunto veloce non indifferente quindi potrebbe sfruttarlo per non attaccare in prima persona e risparmiare energie preziose.
Rigoberto Uran:
Lo vediamo bene specialmente alla Liegi, la gara altimetricamente più dura del trittico. Il vice campione del Tour de France 2017 è un uomo di fondo che non teme le ripetute salite, é meno veloce di gente come Valverde, Alaphilippe e Kwiatkowski, ma al termine di una gara lunga e logorante potrebbe comunque dire la sua.
Sonny Colbrelli:
L’Amstel è la sua corsa e dopo il nono posto nella scorsa stagione ed il terzo nel 2016 i tempi son maturi per portarsi finalmente a casa la corsa della birra. La condizione dopo la campagna del pavè è in crescendo anche perché la fastidiosa bronchite sembra dare tregua. Speriamo per lui che possa finalmente centrare la giornata giusta.
Greg Van Avermaet:
come Colbrelli anche lui correrà la sola Amstel con l’obiettivo di centrare la vittoria fin qui sfuggitagli sul pavé. Ha carte interessanti da giocare, ma non deve più aspettare, deve attaccare.
Soprese:
Primoz Roglic:
dopo un Giro dei Paesi Baschi da dominatore lo sloveno si propone come possibile protagonista specie per la Liegi. Certamente dovrà inventarsi qualcosa e attaccare da lontano per portare a casa un risultato di rilievo.
Ilnur Zakarin:
Altro uomo che dovrà inventare qualcosa da lontano è il russo, il quale non è certamente nel plotone dei primi favoriti, ma che quando la corsa si fa dura non si tira mai indietro.
Alberto Rui Costa:
Sarebbe davvero una sorpresa ritrovarlo competitivo a certi livelli. Le caratteristiche delle corse gli si addicono, specie la Liegi, se anche lui si ricorda del corridore che fu potrebbe tornare nei piani alti degli ordini d’arrivo.
Dylan Teuns:
L’anno scorso ha rotto il ghiaccio conquistando ben otto successi. Questa stagione il giovane della Bmc prova ad alzare ulteriormente l’asticella cercando di annoverarsi tra i migliori puncher in circolazione. Quale miglior palcoscenico per la consacrazione.
Infine abbiamo Mikel Landa, che nonostante corra all’ombra di Valverde proverà ad inventarsi qualcosa ed il compagno di squadra in Movistar Marc Soler, vincitore a sorpresa della Parigi- Nizza. Un altro che di spazio in squadra ne troverà poco è Enric Mas, uscito molto bene dai Paesi Baschi durante i quali ha regalato l’ennesima vittoria alla Quick Step- Floors. La tappa precedente a quella di Mas durante i Pesi Baschi è stata vinta da Omar Fraile che col compagno di squadra Michael Valgren proverà a muovere un po’ le acque durante tutta la settimana delle Ardenne. Altro basco è Ion Izagirre, che insieme al fratello Gorka potrebbe tentare una sortita prima di prostrarsi alla causa di Vincenzo Nibali alla Liegi. In appoggio ad Uran alla EF- Drapac, agirà Woods, uomo sempre pericoloso sugli strappi cattivi delle Ardenne. Infine si aspetta una crescita per Sam Oomen, l’olandese della Sunweb classe 1995 che afferma di amare tanto questo genere di corse.
Gli italiani
Enrico Gasparotto:
il friulano sente queste corse, le ha annusate, le ha conosciute, le ha imparate ed infine le ha anche vinte. Due Amstel nel 2012 e nel 2016, più un terzo e un sesto posto a Liegi tra 2012 e 2013. In entrambi i casi sarà una “riserva di lusso”, in Olanda potrebbe attaccare in favore di Colbrelli, mentre sulle Côtes della Vallonia potrebbe coprire un’azione di Nibali ed entrare eventualmente all’opera nei metri conclusivi per lo sprint.
Domenico Pozzovivo e Giovanni Visconti:
come Gasparotto anche loro in forze alla casa Barhain- Merida, copriranno il ruolo di gregari per Vincenzo Nibali in occasione della sola Liegi poiché prima saranno al via del Tour of Alps- Giro del Trentino. Sono entrambi corridori importanti, che sanno ben comportarsi in questo tipo di corse.
Damiano Caruso:
il miglior italiano all’ultima Tirreno non sarà la prima scelta in casa Bmc, ma potrà cercare di ritagliarsi il suo spazio. L’Amstel non sembra il suo pane, più a suo agio si troverà sul muro di Huy, mentre alla Liegi potrebbe essere protagonista di una bella corsa all’attacco. Se così non fosse si metterà come sempre con grande umiltà al servizio dei compagni.
Alberto Bettiol:
Non esaltante il suo inizio di stagione, anche se in genere il toscano sale di condizione per Agosto/ Settembre. Come Caruso in forze alla Bmc, verosimilmente sarà sempre al servizio dei compagni, se dovessimo aspettarcelo all’attacco, l’Amstel è la corsa tra le tre che più fa per lui.
Davide Formolo:
La passata stagione fu autore di una bellissima azione sullo scollinamento del Saint Nicolas e fu ripreso a soli 500 metri dal traguardo. “Il roccia” dovrebbe anche quest’anno tornare sulle strade della “Doyenne”, speriamo per lui possa confermare, se non migliorare, la prestazione dell’anno passato.
Damiano Cunego:
Al decennale della sua vittoria all’Amstel gli organizzatori concedono una wild card alla Vini Fantini- Nippo, unica squadra italiana al via ( che tristezza!) che schiera Marco Canola come capitano. Ai tempi si arrivava sul Cauberg, l’arrivo era completamente diverso, oggi non è più così, ma probabilmente poca importa a Damiano Cunego perché sa che la vittoria sarà affare di altri, ma al contempo è felice che qualcuno ricordi ancora del corridore che fu, porgendogli questo regalo a pochi mesi dal suo ritiro dalle competizioni.
Fabio Aru:
Correrà il Tour of Alps e quindi deciderà se essere presente alla Liegi- Bastogne- Liegi una volta conclusa la corsa alpina. Per lui potrebbe essere un test importante sia per valutare la condizione in vista Giro d’Italia sia per capire se un giorno potrà provare a vincere la “Decana”. Con Martin, Rui Costa e Ulissi non dovrebbe peraltro neanche avere la strada spianata all’interno delle gerarchie della squadra.
Diego Ulissi:
Diego, se ci sei, batti un colpo.

F.A.