
Bob Jungels: vince con una bellissima azione mettendo in mostra tutte le sue qualità. Si fa trovare presente quando si accende la bagarre sulla Cote de la Roche-aux- faucons e va via nella successiva discesca. Il ragazzo ha un gran motore e si vede: continua a guadagnare sul gruppetto dietro e si gestisce bene quando la sua azione diventa più macchinosa sul Saint-Nicolas. E’ un corridore completo e generoso che potrà togliersi belle soddisfazioni in futuro. Intanto vince una classica monumento e non è poco. Voto:10
Quick-Step-Floors: cos’altro possiamo aggiungere su La corazzata, i loro numeri impressionanti si aggiornano ancora e si impreziosiscono con la seconda classica monumento stagionale. Oggi sono assolutamente perfetti, fanno il ritmo sulla Redoute, attaccano con Gilbert (Non è in forma e si mette a disposizione. Voto:7) che apre la strada a Jungels, e poi gestiscono alla perfezione con Alaphilippe. Cannibali. Voto.10
Julian Alaphilippe: il francese sta attraversando uno stato di forma eccezionale e lo si vede anche da come si leva di ruota gli avversari per conquistare il quarto posto e festeggiare a braccia alzate il trionfo del compagno. Fa il controllore nel gruppetto che insegue, decide chi può partire e chi no. Attento e intelligente, è fondamentale per il successo di Jungels Voto: 9
Michael Woods: il canadese si conferma uomo affidabile nelle corse vallonate. Corre di rimesa, senza mai prendere l’iniziativa se non quando i giochi sono ormai fatti. Trova in Bardet un prezioso alleato per avvantaggiarsi negli ultimi chilometri ed andare a caccia del podio. A 31 anni coglie il più prezioso risultato della sua tardiva carriera, un secondo posto che per lui vale oro. Voto:7.5
Romain Bardet: mezzo voto in meno al francese che conquista il terzo gradino del podio. Uno come lui non può accontentarsi del podio. La gamba c’era ma si muove troppo tardi. Prova comunque positiva, potrà tornare per vincere e fare un pensierino al mondiale. Voto:7
Jelle Vanendert: i Lotto-Soudal si fanno sorprendere dall’attacco di Jungels e sono costretti ad inseguire. Peccato che i due belgi, tra i pochi a poter contare sulla superiorità numerica nel gruppetto all’inseguimento del campione lussemburghese, facciano ognuno di testa propria. Jelle allora tenta l’assalto disperato al podio ma viene ripreso cogliendo un piazzamento che ha poco da dire. Se forse si fosse coordinato con il compagno questa sera sarebbero stati più felici entrambi: Voto: 5.5
Tim Wellens: ti piace all’attaccare e avere strategie di corsa aggressive? Benissimo, anche a noi piace così. Ma caro Tim, o hai le gambe e l’acume tattico per stare dietro a Jungels oppure una volta formatosi il gruppetto aiuti Vanendert, senza insistere con sterili scattini. Nè utile alla squadra nè in grado di avventurarsi in uno dei suoi proverbiali attacchi. Voto 5
Roman Kreuziger: può contare su un compagno di squadra nel drappello che insegue. Haig lo aiuta come può, ma Roman non riesce a cambiare ritmo sul sul Saint-Nicolas. Arriva ottavo, ma corre a ruota tutta la gara. Probabilmente non aveva la stessa condizione mostrata domenica scorsa all’Amstel. Voto:5.5
Sergio Henao: diventa capitano in corsa della Ski resistendo all’allungo dei Quick-Step sulla Roche-aux- faucons. In salita prova anche a rilanciare, ma sua azione perde presto di verve. Da quel momento sta a ruota e coglie un ottavo posto che nulla aggiunge alla sua carriera. Voto:5.5
Michal Kwiatkowski: C’è chi assicura di aver visto il Campione del Mondo del 2014 al via di queste corse delle Ardenne. Noi no. Voto:3
Jakob Fulgsang: il danese porta a termine una discreta settimana delle Ardenne. Se all’Amstel aveva ben orchestrato insieme a Valgren l’attacco vincente, oggi non riesce a sfruttare il gran lavoro del compagno di squadra Davide Villella (Voto 7) che si spreme per provare a chiudere su Jungels. Si deve accontentare, come tanti, di un piazzamento. Voto 5.5
Daniel Martin: più generoso che in palla. Non si accontenta di rimanere nel gruppetto inseguitori e prova una serie di allunghi, sempre neutralizzati. Poi fora. E’ comunque evidente che la sua condizione non è al meglio, ci chiediamo quindi perchè la UAE abbia tirato così a lungo, prima dei momenti decisivi, se lui e Rui Costa (voto:3) sono lontani parenti dei tempi buoni. Voto: 5
Alejandro Valverde: l'”Embatido” oggi è decisamente battibile. Resta fregato nella morsa della Quick-Step che che vuole sbarazzarsi di lui prima della volata. Lo scatto di Jungels lo mette Ko sfaldando la sua squadra (Voto 4). Nel piano si accorge che il lussemburghese sta volando, prova ad allungare, ma in cuor suo sa che a qual punto è tutto vano. E’ solo e senza compagni, la quinta Liegi gli sta sfumando davanti agli occhi e lui è consapevole di non poter far nulla per prendersela. Nell’ultimo chilometro, sulla cote di Ans che sarebbe disegnata sulle sue gambe, si lascia sfilare e non riesce nemmeno a disputare lo sprint per entrare nella top-ten. Ma per lui poco avrebbe cambiato. Pazienza, ci riproverà nel 2019, a 39 anni. Voto:5
Michael Matthews: sembrava in una gran condizione dopo il quinto posto alla Freccia di mercoledì scorso. Oggi invece gli si spegne la lampadina non appena l’avanguardia del gruppo accelera l’andatura. Voto 4.5.
Tom Dumuolin: più pimpante del suo compagno di squadra. Si destreggia discretamente e dopo due settimane di altura appare molto magro. Buon segno in vista del Giro d’Italia. Voto:6
Davide Formolo: a proposito di Giro possiamo essere ottimisti circa la possibile crescita di questo ragazzo. Nonostante l’altura oggi “Roccia” appare brillante, sta facilmente con i primi ed è uno dei pochi che pare veramente intenzionato ad andare a riprendere Jungels. Voto: 6.5
Vincenzo Nibali: Lo Squalo ha le polveri bagnate. Oggi proprio non gira. Bisogna capire se ha avuto problemi fisici o se è stata semplicemente una giornata no. Si chiude così la sua prima parte di stagione, ora staccherà per qualche giorno per poi andare in ritiro sul Teide, con il mirino puntato su Tour e mondiale. Voto:4
Domenico Pozzovivo: come dimostrato al Trentino la gamba gira bene. Sulla Roche-aux- faucons tutti si aspettano di vedere Nibali sulla ruota di Valverde e Alaphilippe ed invece spunta il lucano tascabile. Quando parte Jungels lui è un po’ lontano e probabilmente indeciso sul da farsi visto che non poteva sapere esattamente in che acque stessero navigando Nibali e Gasparotto. Non riesce poi a dar manforte a quest’ultimo organizzando l’inseguimento, anche perchè non è di certo il passistone che servirebbe per andare a riprendere il lussemburghese. Sul Saint Nicolas non attacca e nella successiva discesa aspetta Gasparotto per giocarsi i piazzamenti. Termina quinto come nel 2014, quando però andò davvero vicino alla vittoria. Oggi invece un po’ di rammarico rimane perchè correndo in maniera più attenta si poteva fare meglio.Voto: 6.5
Enrico Gasparotto: Del suo team è il più fresco sulla “Roche” quando la corsa si infiamma e riesce a stare bene coperto sulla ruota dei favoriti, facendo cioè ciò che un uomo con le sue caratteristiche deve fare. Si piazza sesto dietro al compagno Pozzovivo, ma l’impressione è che come squadra si potesse fare di più. Voto: 6.5