Dopo la prima settimana ed il giorno di riposo il Giro d’Italia 2018 prosegue con sei tappe che porteranno i “Girini” dall’Abruzzo al Friuli- Venezia- Giulia.
Martedì 15 Maggio- 10°tappa: Penne › Gualdo Tadino 239km
La frazione più lunga del Giro si presenta come classica tappa da fughe. L’ascesa di Fonte della Creta è perfetta per lanciarsi in avanscoperta, mentre la tratta successiva è ricca di mangia- bevi e richiederà un certo dispendio di energie ai corridori. L’unica carta per il gruppo è che qualche squadra di un velocista si assuma la responsabilità dell’inseguimento altrimenti i fuggitivi si giocheranno la vittoria. La volata, SE volata sarà, sarà comunque atipica perché di certo qualche ruota veloce avrà perso contatto dal gruppo.
Mercoledì 16 Maggio- 11°tappa: Assisi › Osimo 156km
Altra tappa sulla carta da fuga, anche se i muri marchigiani potrebbero spezzare gambe e sogni degli avventurieri di giornata e far rinvenire su di loro il gruppo. In teoria tutto tranquillo ( o quasi) fino a Filottrano, casa dell’indimenticato Michele Scarponi, cui è dedicata l’intera tappa. A Filottrano si transita sul muro e di lì in avanti cambierà la musica perché chi vorrà osare potrà provare l’offensiva già a 30 km dall’arrivo. Più probabilmente assisteremo al forcing di una squadra in preparazione ad un attacco successivo. Gli ultimi 15 km sono infatti un continuo saliscendi con l’aggiunta di due muri che fanno davvero male: quello di Via Costa del Borgo e quello di Osimo che presenta tratti al 16% e spiana a soli 400 metri dalla linea d’arrivo. Una tappa interessante, molto incerta e con il terreno adatto per tendere un trabocchetto agli avversari in classifica generale. Chi saprà sfruttare l’occasione?
Giovedì 17 Maggio- 12°tappa: Osimo › Imola 214km
La tappa numero 12 del Giro prevede un piattume per 202 km per poi movimentarsi nel finale. Dopo aver attraversato la costiera marchigiana si entra in Romagna e si arriva fino ad Imola per entrare nell’Autodromo Dino ed Enzo Ferrari. Dopo mezzo giro di pista si sale fino ai Tre Monti ripercorrendo il circuito del Campionato italiano che nel 2009 vide la vittoria di Pippo Pozzato. La salita misura 4,350 km, ma è divisa in due tronconi portando la pendenza media al 4,2%. Nulla di speciale, ma potrebbe essere sufficiente per qualche attaccante che vuole eludere il volatone finale, di certo basterà per assottigliare il gruppo facendo fuori qualche velocista. Al termine della discesa si rientra nell’autodromo dove è fissata la linea d’arrivo.
Venerdì 18 Maggio- 13° tappa: Ferrara › Nervesa della Battaglia 180km
Frazione pressoché identica a quella del giorno precedente: tanta pianura e un dentello nel finale. Le uniche due differenze sono il chilometraggio e il fatto che il Montello, salita odierna, è ancor meno duro del TreMonti. L’asperità che caratterizzò il circuito del mondiale 1985 con tutta probabilità sarà troppo semplice per evitare la volata, largo quindi ancora una volta ai velocisti, fuga permettendo ovviamente.
Sabato 19 Maggio- 14° tappa: San Vito al Tagliamento › Monte Zoncolan 186km
Dopo due giornate di relativo relax la “Corsa rosa” entra nel vivo con una delle due frazioni più significative: l’ascesa al Monte Zoncolan. Non servono più presentazioni per questa salita durissima che dal 2003 ad oggi ha già visto cinque arrivi del Giro. Nella prima delle due affermazioni targate Gilberto Simoni, quella del 2003, si saliva però da Sutrio, versante da lì in avanti abbandonato per dar spazio al terribile versante di Ovaro. Saranno 10100 metri senza respiro quelli che aspettano i corridori perché la pendenza media dell’11,8% rende lo Zoncolan una delle salite più dure d’Europa, se non la più dura. I sei chilometri centrali sono interminabili e la pendenza non scende mai sotto il 12%, fortuna che in cima spiana un po’. Fattore interessante per questa edizione è che la salita non sarà imbroccata “a secco”, ma con ben 4 Gpm in precedenza, di cui gli ultimi due discretamente impegnativi. Questo approccio servirà a scremare un po’ il gruppo in modo tale che il plotone all’ingresso dell’inferno ( l’arco posto ad Ovaro, inizio della salita, recita “Perdete ogni speranza o voi che entrate”) non sarà troppo numeroso. Poco male, su queste rampe la squadra serve a poco se non nei primissimi metri, poi ognuno salirà del suo passo, cercando di fare l’andatura migliore per quelle che sono le energie rimastegli nelle gambe. Storicamente distacchi non sono mai stati eccessivi per via della pendenza che non consente di imporre andature elevate, ma di certo questa frazione lascerà il segno, sia in classifica, sia nel computo delle energie dissipate nella’arco delle tre settimane.
Domenica 20 Maggio- 15° tappa: Tolmezzo › Sappada 176km
Tappa molto interessante la numero 15, quella che andrà chiudere il blocco della seconda settimana. La fuga in partenza è scontata e potrebbe anche avere buone possibilità di arrivare se i big della classifica saranno intenti a recuperare qualche energia profusa nel giorno precedente. Per chi volesse cercare di recuperare terreno o di avvantaggiarsi ulteriormente in vista della crono, oggi è il giorno adatto perchè il tracciato consente di inventarsi qualcosa. Il Passo delle Tre Croci può rappresentare l’occasione per mettere in difficoltà le squadre avversarie o lanciare in avanscoperta qualche luogotenente ( se non è già stato fatto nella fuga del mattino). Il seguente Passo di Sant’Antonio non è durissimo ma è il momento giusto per attaccare. Se qualcuno riuscisse ad involarsi lungo gli 8,3 km al 7,5% di pendenza media, farebbe davvero un gran colpaccio, a patto di aver isolato i diretti avversari. Dalla vetta mancano 30 km che potrebbero diventare infiniti per un inseguitore colto in castagna. La successiva salita di Costalissoio lunga 3,8 km di cui 2,5 al 10% è il secondo momento cruciale della gara. Potrebbe servire alla testa della corsa per involarsi al traguardo, agli inseguitori per tentare l’ultima disperata rimonta o per lanciare l’offensiva nel caso in cui non lo si fosse fatto in precedenza. Dallo scollinamento al traguardo è un attimo. Gli ultimi 6,5 km di salita verso Sappada sono molto leggeri, intorno al 6%, ed è per questo che sono perfetti per ampliare i distacchi tra sé e i diretti avversari. Chi si trovasse in difficoltà, e per giunta da solo, in questo ultimo tratto potrebbe perdere davvero molto terreno. La tappa numero 15 si prospetta quindi come momento importantissimo del Giro 2018 per ciò che riguarda la lotta alla maglia rosa, sperando che la tappa precedente non abbia esaurito totalmente forze e voglia di attaccare dei protagonisti.
Continua per la presentazione della terza settimana