Presentazione Percorso Giro d’Italia 2018/ 3° settimana

Concludiamo con la terza settimana, da sempre la più dura, quella in cui si decidono le sorti della “Corsa rosa”.

Martedì 22 Maggio- 16° tappa: Trento › Rovereto 34.5 km

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Questi 34,5 km, sommati ai 9,7 della prima tappa sono il bonus che gli specialisti delle lancette dovranno sfruttare nei confronti degli scalatori. Non sono pochi, ma neanche tanti, un passo indietro rispetto ai 59,1 della passata edizione. La prova si preannuncia per specialisti perché il fondovalle dell’Adige non presenta troppi tratti tortuosi in cui è necessario il cambio di ritmo. Vincerà chi sarà in grado di spingere al meglio il rapporto più lungo e tenere alta la sua cadenza dall’inizio alla fine. L’unico tratto che scombussola un po’ il metronomo dei pedali è quello precedente all’intertempo di Nogaredo, in cui i corridori troveranno un breve strappo. Sarà fondamentale non scomporre l’azione, salvare la gamba levando qualche dente e poi riprendere rapidamente il ritmo della propria azione cercando di mantenerlo per tutti i 10 km successivi.

Mercoledì 23 Maggio- 17° tappa: Riva del Garda › Iseo 155 km

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Tappa da fuga. Al mattino di mercoledì 23 maggio, saranno presenti in gruppo almeno 10-12 squadre con la voglia matta di andare in fuga. Il Giro sta per terminare e per questo le squadre devono ottimizzare tutte le occasioni rimaste, la cui più ghiotta li aspetta sul traguardo di Iseo. Non sarà facile entrare nell’azione buona, ma una volta preso il largo ce la si dovrebbe giocare tra i fuggitivi. Sarà davvero difficile per i velocisti rimasti in gruppo tenere cucita la corsa andando a riprendere, dopo tre salite, il drappello in avanscoperta. Con tutta probabilità la volata sarà rinviata alla tappa finale con arrivo a Roma.

Giovedì 24 Maggio- 18° tappa: Abbiategrasso › Prato Nevoso 196 km

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Chi vince a Prato Nevoso vince il Giro, cosi recita l’albo d’oro per le edizioni 1996 e 2000. Oggettivamente difficile che la storia si ripeta nel 2018, ma mai dire mai. Il motivo risiede nel fatto che la diciottesima frazione del Giro numero 101 appare un po’ sciatta. E’ posta prima delle due frazioni decisive del Giro, fatto che indurrà molti a risparmiare energie in vista di vette più audaci, e inoltre ha una sola salita piazzata nel finale. Non proprio il preludio ai fuochi d’artificio, ma ovviamente speriamo di sbagliarci. Viste le caratteristiche della salita finale 13 km al 7,3% non è da escludere che qualche componente della fuga del mattino che possiede particolari doti in salita possa resistere fin sul traguardo ( in questo modo si affermò quì Gerrans al Tour 2008). In alternativa potrebbe prendere spazio un uomo non troppo a ridosso della maglia rosa che, per via del controllo tra i primissimi della classifica, potrebbe acquisire un vantaggio incolmabile. Ultima soluzione la volata tra un manciata di corridori, così infatti vinse Garzelli su Simoni e Casagrande nel 2000. In quel caso fu l’inizio della rimonta, chissà che non capiti nuovamente confermando Prato Nevoso amuleto della maglia rosa.

Venerdì 25 Maggio- 19° tappa: Venaria Reale › Bardonecchia 184 km

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La frazione numero 19 del Giro si presenta come tappa regina della “Corsa rosa”. Il tappone piemontese è caratterizzato in partenza dal docile Colle del Lys che servirà a dar largo alla fuga di giornata e iniziare un po’ a carburare. Il vero protagonista della corsa arriva al chilometro 92 ed è il Colle delle Finestre, Cima Coppi del Giro coi suoi 2178 metri. La salita ormai la conosciamo bene: presenta una pendenza molto costante intono al 9,2% e si snoda per 18 km, di cui la seconda metà in sterrato. Non siamo di fronte al classico tappone dolomitico con vari colli da scalare che uno dopo l’altro logorano i corridori. In questa tappa il Finestre farà davvero da spartiacque perché se fin qui la corsa non sarà stata troppo dura allora molti corridori rientreranno entro Bardonecchia, quindi si salirà per gli ultimi chilometri verso Jafferau ma la selezione sarà relativa. Se invece il Finestre sarà affrontato con ritmo elevato si preannunciano 74 km davvero entusiasmanti. La differenza la farà riuscire ad avere qualche compagno di squadra sulla leggera (16 km al 3,9%) salita che porta a Sestriere, nella successiva discesa e nel falsopiano che precede la salita finale. Se qualcuno dovesse trovarsi solo in questi lunghi tratti potrebbe davvero pagare molti minuti. Sarà quindi importante, per chi volesse ribaltare il Giro, riuscire ad isolare gli avversari portando il forcing sul Finestre. Una volta arrivati a Bardonecchia non sarà ancora finita perché mancheranno 7,25 km di salita al 9% medio. Di per sé una salita breve, che potrebbe però provocare ampi distacchi se la tappa venisse affrontata ad alte andature.

Sabato 26 Maggio- 20° tappa: Susa › Cervinia 214 km

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L’ultima tappa che potrà smuovere la classifica generale ripropone l’arrivo che nel 2012 premiò Andrey Amador e nel 2015 Fabio Aru. Tutte e tre le salite non sono impossibili, presentando pendenze decisamente pedalabili dove sarà difficile fare la differenza, quindi a discapito dei quasi 4000 metri di dislivello questa frazione non può essere considerata alla stregua dei veri e propri tapponi. Di salita ce n’è, sia chiaro, la possibilità di fare qualche distacco pure, vista soprattutto la stanchezza accumulata nell’arco delle tre settimane, ma sarà davvero dura stravolgere qui la corsa, a meno di distacchi risicatissimi. Il motivo sta nella difficoltà di impostare un’offensiva su un’altimetria di questo genere. Il primo colle, il Colle Tsecore, è lungo 16 km al 7,7% e servirà per scremare un po’ il gruppo, ma pare troppo lontano dall’arrivo. Il Col de Sain Pantaleon, 16,5 km al 7,2%, potrebbe essere un trampolino più azzeccato, ma il problema resta la salita finale, davvero troppo lunga e morbida. L’ascesa verso Cervinia misura 18,150 km, ma la sua pendenza media si assesta solamente al 5,3% medio, un vero toccasana per chi insegue (e stiamo già pensando ad una squadra in particolare). Con una salita finale così un attacco precoce sul Pantaleon potrebbe significare l’esaurimento delle energie con la conseguenza di rimbalzare e venire sorpassato senza possibilità di replica. Certo che se qualcuno avesse necessità di classifica potrà tentare l’attacco da lontano, ma sarebbe più che mai un tentativo disperato. Altro aspetto fondamentale è la presenza dei gregari perché chi volesse provare ad anticipare necessita di un gregario nei primi 7 km dell’ascesa finale che “salgono” al solo 4,7%. Trovarsi soli qui significa quasi certamente e perdere secondi su secondi a favore del gruppo inseguitore. Solo che di gregari in grado in essere così brillanti all’ultima tappa di un GT non se ne trovano sempre in giro…insomma, si rischia di assistere ad una tappa con qualche scatto solo tra i meno 15 e i meno 8 km, vale a dire la parte più dura di salita. Speriamo non sia così, ma molto dipenderà dalla situazione di classifica.

Domenica 27 Maggio- 21° tappa:Roma › Roma 115 km

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Il Giro d’Italia termina nuovamente a Roma, come accadde per l’ultima volta nel 2009. Questa volta si concluderà con una corsa in linea, perciò non vivremo un’altra crono thrilling come quella che nove anni fa incoronò Menchov re della “Corsa rosa”. La tappa sulla carta è per velocisti, ma la fuga non va sottovalutata perché in una frazione così breve, su un circuito cittadino e con pochi velocisti rimasti in gruppo, potrebbe non essere ripresa. Il circuito finale con passaggio all’ultimo km sotto al Colosseo e l’arrivo in Via dei Fori Imperiali in quanto a scenografia non ha nulla da invidiare a quello del Tour.

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