Giro d’Italia 2018: le altre maglie

Una delle sfaccettature più interessanti del Giro d’Italia e delle corse di tre settimane in generale, è che durante l’arco delle ventuno tappe si ha modo di conoscere molti corridori, non soltanto quelli inseriti nel lotto dei pretendenti alla maglia rosa.

Un modo che i corridori hanno per mettersi in mostra è quello di lottare per altre tre classifiche che la “Corsa rosa” propone vale dire la maglia ciclamino, la maglia azzurra e la maglia bianca.

Classifica a Punti- Maglia Ciclamino

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© Sirotti

La maglia ciclamino si conquista giorno dopo giorno ottenendo punti all’arrivo o ai traguardi volanti. Negli ultimi anni gli organizzatori hanno cambiato il sistema di attribuzione di punteggi regalando più punti nelle tappe semplici e meno in quelle di montagna. Questa decisione voleva premiare i velocisti e così è stato visto che nelle passate cinque edizioni la maglia a punti è sempre stata appannaggio di un velocista. Con ogni probabilità anche nell’edizione 2018 sarà così, ma il pronostico resta più aperto che in passato perché non sono molte le ruote veloci che prenderanno parte al 101° Giro d’Italia. Questo fattore diminuisce di per sé le probabilità di vittoria di un velocista, ma soprattutto potrebbe significare che alcune volate in realtà non si concretizzeranno, lasciando largo alla fuga di giornata. Non appaiono molte infatti le squadre con serie intenzioni di andare a riprendere i fuggitivi. Una di queste è di certo la Quick Steep- Floors che ha in Elia Viviani il suo capitano. Il veronese è il corridore che nell’arco della stagione ha fatto vedere le migliori cose e avendo a disposizione un ottimo treno si presenta come velocista principe della “Corsa rosa” nonché come principale favorito per la maglia ciclamino. La sua incognita sembra la tenuta alla distanza perché dopo una primavera in grande spolvero non è scontato che riesca a portare a compimento tutte e 21 le frazioni. In seconda battuta arriva Sacha Modolo, altro buon velocista che negli ultimi anni ha perso un pelo di brillantezza allo sprint. La sua resistenza è però migliorata e potrebbe consentirgli di conquistare la vittoria in qualche sprint più concitato oltre che andare alla conquista di punti in più tappe rispetto ad altri suoi rivali. Il terzo nome è quello di Sam Bennet, terzo nella classifica a punti anche l’anno scorso. L’ obiettivo primario dell’irlandese è quello di conquistare la sua prima tappa al Giro, ma una volta sbloccatosi potrebbe sfruttare la sua costanza per portarsi a casa anche questa prestigiosa classifica. Alle loro spalle citiamo Marezko, Bonifazio e Guardini, tre velocisti italiani che hanno tutti l’obiettivo e la possibilità di portarsi a casa una tappa. La loro lacuna è la tenuta nell’arco delle tre settimane sulle quali hanno dimostrato di aver ancora da lavorare. Sbaragli, Gavazzi e Belletti sembrano avere invece il problema opposto ovvero a discapito di una buona tenuta spesso non trovano il guizzo necessario per la vittoria, loro vero grande sogno per questo Giro. La loro costanza però potrebbe consentirgli di piazzarsi nelle zone nobili di questa speciale classifica. Per le vittorie parziali con arrivo allo sprint si propongono anche il belga Debusschere, il lussemburghese Drucker, l’olandese Danny Van Poppel e il sudafricano Gibbons. Se non vincesse un velocista, per i motivi già citati, la maglia ciclamino potrebbe salire sulle spalle di due cacciatori di tappa come Zdenek Stybar o Tim Wellens i quali hanno nelle gambe più d’una vittoria di tappa e potrebbero raccogliere punti anche sui TV andando in fuga. Tra gli uomini di classifica Froome e Dumoulin potrebbero emergere per via dei punti ( pochi) che raccoglierebbero a crono che andrebbero a sommarsi a quelli delle corse in linea. Anche Pinot è un nome da non scartare a priori, anche se come detto nelle tappe di salita i punti in palio sono pochi e perché vinca un uomo di classifica occorrerebbe che molti velocisti si ritirino o non riescano proprio a trovare il giusto colpo di pedale.

Elia Viviani *****

Sacha Modolo, Sam Bennet ****

Bonifazio, Wellens, Mareczko ***

D. Van Poppel, Debusschere, Stybar, Sbaragli **

Froome, Dumoulin, Pinot, Gavazzi, Guardini *

Classifica GPM – Maglia Azzurra

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© Tim De Waele

La maglia dei Gran Premi della Montagna è da sempre una delle più affascinanti perché premia l’uomo che va più forte in salita, che ha il coraggio di attaccare in solitudine sui Passi alpini. Ultimamente questa classifica ha leggermente perso di prestigio poiché vista dalle squadre come risultato collaterale ad altri obiettivi. E’infatti molto impegnativo dedicarsi a questa classifica e ultimamente alcune squadre hanno preferito focalizzare le energie sulla generale o alle vittorie di tappa. Per questi motivi è davvero difficile fare un pronostico su chi possa vincere questa maglia, e addirittura su quali siano i favoriti. La maglia azzurra è un obiettivo “di strada”, cioè non si stabilisce quasi mai alla partenza, ma dopo qualche tappa, o come risultato di ripiego o perché si è ben piazzati in graduatoria e si cerca di prendere la palla al balzo. Il sistema di attribuzione dei punti premia decisamente chi transita per primo sui Gpm di prima categoria o sulla Cima Coppi, mentre i punti sui Gpm di 2°-3° e 4° categoria sono davvero pochini, scelta studiata dagli organizzatori per premiare solo chi dimostra vere attitudini di scalatore sulle grandi salite e non su quelle di media importanza. Tra i favoriti sicuramente c’è Migel Angel Lopez, piccolo scalatore colombiano che al Tour of the Alps ha colto il successo all’Alpe di Pampeago e che potrebbe sfruttare il fatto di non essere marcato stretto da chi si giocherà le primissime posizioni di classifica. Discorso analogo per Esteban Chaves, altro colombiano che sa andare forte sulle grandi salite. Chris Froome è un altro nome papabile perché di certo sarà tra i primi all’arrivo in molte tappe di montagna con la ovvia conseguenza di rimpinguare il proprio bottino di punti. Pinot e Aru faranno valere le loro caratteristiche da scalatori più puri rispetto al britannico e conseguiranno a loro volta un buon bottino. C’è da dire che per quest ultimi tre il discorso maglia azzurra non sembra interessarli più di tanto, preferendo concentrarsi alla lotta per il podio, però i numerosi arrivi in quota potrebbero comunque avvantaggiarli. Simon Yates vivrà in Mitchelton-Scott il ruolo di comprimario di Chaves godendo di maggiore libertà nelle corse alpine rispetto al colombiano. In forze alla squadra australiana troviamo anche Nieve ( già vincitore di questa speciale classifica nel 2016) e Kreuziger, due vere e proprie mine vaganti per le tappe di montagna nelle quali certamente si getteranno in qualche fuga alla ricerca di una vittoria di tappa e di punti per i Gpm. I colombiani in salita sono fenomenali ,si sa, e al Giro numero 101 si presentano con una truppa davvero numerosa. Tra di loro troviamo anche Betancur e Pantano, i quali godendo anche di una certa libertà in squadra andranno spesso in fuga alla ricerca di successi nelle tappe di montagna. I corridori nelle loro condizioni sono davvero molti tra i quali Anton, Gesink, Woods, Plaza, Wellens, e gli italiani Alessandro De Marchi e Giulio Ciccone, il quale potrebbe davvero puntare tutte le sue fiches sulla maglia degli scalatori. Oltre a loro troviamo una serie di uomini come Pozzovivo, George Bennet, Formolo e Meintjes, di media classifica, per così dire, che a seconda delle circostanze che prenderà la corsa potrebbero riversare le loro energie sulla maglia degli scalatori. Infine troviamo una serie di corridori che nella loro squadra partono con gradi di gregariato, ma che se le cose per il loro leader dovessero precipitare allora si troverebbero con la possibilità di giocarsi le proprie carte in salita. Tra di loro citiamo Kangert, Villella, L.L Sanche, Bilbao, Polanc, Siutsou, Henao ed Atapuma.

M.A Lopez *****

Chavez, Froome ****

Pinot, Betancur, Nieve ***

Kreuziger, Pantano, Aru, Yates **

Ciccone, Gesink, Meintjes, De Marchi, Anton *

Classifica giovani – Maglia Bianca

29-05-2016 Giro D'italia; Tappa 21 Cuneo - Torino; 2016, Etixx - Quick Step; Jungels, Bob; Torino;
© Sirotti

La maglia bianca sarà indossata dal corridore nato dal 1° gennaio 1993 in avanti meglio posizionato nella classifica a tempo. Quest’anno la lotta per la maglia dei giovani non sembra serrata e un favorito su tutti gode dei favori del pronostico. Stiamo parlando di Migel Angel Lopez che tra gli under 25 è l’unico vero uomo di classifica. Solo un ritiro, un malanno, una caduta fermeranno la corsa del colombiano verso un successo che sembra scontato. Alle sue spalle collochiamo l’italiano Giulio Ciccone che va forte in salita e al Giro delle Alpi si è comportato molto bene ( anche se nei giorni scorsi si è procurato un leggero infortunio al polso cadendo in allenamento). L’uomo della Bardiani – Csf però non pare possedere la continuità necessaria a fare classifica e potrebbe concentrarsi su altri obiettivi come la vittoria di tappa o della maglia degli scalatori. Sam Oomen e Maximilian Schachmann sono altri giovani interessanti che però avranno il compito di aiutare i loro rispettivi capitani e che al massimo troveranno spazio in una sola giornata di libertà. Hugh Carthy, Felix Grossschartner, Ben O’Connor e Richard Carapaz hanno pedalato bene negli ultimi mesi e godono di buona forma, ma oggettivamente un loro successo è subordinato alla debacle di M.A. Lopez.

M.A. Lopez ***

Ciccone, Carthy, O’Connor **

Oomen, Schachmann, Grossschartner, Carapaz *

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