Tra i 176 corridori che prenderanno parte alla centunesima edizione del Giro d’Italia, almeno una ventina, se non di più, hanno legittime ambizioni di classifica. E, da questo punto di vista, pare esservi una concorrenza che non si vedeva da anni. Ciò detto, occorre sottolineare che la maggior parte di questi lotteranno per un piazzamento, mentre i corridori che possono aspirare a portare a Roma la maglia rosa sono, a nostro avviso, soltanto quattro: Froome, Aru, Pinot e Dumoulin.
Partiamo dall’inglese che per noi è il favorito principale, e partiamo da un presupposto che indicheremo ora per non tornarci più. Sarebbe stato assolutamente più opportuno che la disputa legale circa il suo valore “sballato” di salbutamolo si risolvesse prima del Giro, ma così non è stato. Quindi, per quanto ci riguarda, il “keniano bianco” ha piena legittimità di correre, e lo fa con uno stato pari a quello dei suoi colleghi: “pulito”, fino a prova contraria. Occorre che tifosi e avversari lo tengano presente sempre, onde evitare isterie in stile calcistico di cui il ciclismo non ha bisogno e di cui la sua cultura ne è stata finora estranea.
Froome parte con i favori del pronostico per tre ragioni fondamentali: se la sua condizione è ottimale, e questa è un incognita perchè puntando anche al Tour potrebbe essere un po’ indietro, è senz’altro il più forte tra i pretendenti, e quattro Tour de France e una Vuelta lo dimostrano. Gli altri due punti di forza sono la squadra e il percorso. Su un disegno che si presenta poco funzionale ad “imboscate” il modo di correre della Sky, tenendo la corsa chiusa e imprimendo un ritmo sempre costante, faranno gioco al britannico che comanderà la corsa e avrà dalla sua le cronometro.
Le incognite riguardano appunto la condizione e l’approccio alle prime tappe del Giro a cui Froome non è abituato. La prima settimana del Giro è diversa rispetto a quella del Tour, se oltralpe la difficoltà principale è rappresentata dai ventagli, da noi i problemi per gli uomini di classifica riguardano le tappe nervose, con salite e strade tortuose, senza considerare le condizioni meteo totalmente differenti. Da questo punto di vista il bilancio degli uomini Ski giunti al giro con i favori del pronostico e “saltati” per diverse ragioni è impietoso: Wiggins, Porte, Landa e Thomas hanno dovuto, negli anni, rinunciare anzitempo alla lotta per la maglia rosa.
Per quanto riguarda la condizione fisica, possiamo parlare di dubbio opposto per il francese Thibaut Pinot. Il suo stato di forma è infatti eccellente come dimostrato dal recente successo al Tour of tha Alps. L’incognita riguarderà appunto la tenuta sulle tre settimane. Il francese potrà tuttavia provare a racimolare un gruzzoletto nelle prime due settimane, avendo anche il vantaggio di essere forse il più veloce tra gli uomini di classifica e potendo quindi contare sugli abbuoni.
Se il francese si è già messo in mostra in questo inizio di stagione, non si può dire altrettanto sul vincitore dello scorso anno Tom Dumoulin. Il neerlandese ha fin qui infatti corso pochissimo. Si presenta comunque con i gradi di favorito in condivisione. Rispetto allo scorso anno avrà a disposizione meno chilometri a cronometro e dovrà affrontare il “mostro” Zoncolan, siamo quindi curiosi di vedere se sarà in grado di riproporsi sugli stessi livelli dello scorso anno.
Al pari di questi ultimi due, nel nostro pronostico, si colloca il sardo Fabio Aru. Dopo due podi in questa corsa arriva con la determinazione per portare a casa il successo. Non sarà affatto facile, vista la concorrenza, ma siamo curiosi di vederlo in azione. E’ necessario che faccia un definitivo salto di qualità. La forma in trentino è apparsa in crescendo, e la squadra, seppure non al livello delle più forti appare comunque attrezzata.
Se la lotta per il primo posto dovrebbe essere relegata a questi quattro corridori, non vanno sottovalutati due outsider interessanti che proveranno a tenere alti i colori della Colombia: Miguel Angel Lopez ed Esteban Chaves.
Il primo è lo scoppiettante scalatore capace di vincere due tappe alla Vuelta lo scorso anno a soli 23 anni. Vedremo quale sarà la sua capacità di stare in corsa per tre settimane. Di certo potrà contare su una formazione (Astana) davvero competitiva, che potrà utilizzare diverse strategie di corsa.
Diverso il discorso per Chaves, già sul podio in questa corsa e chiamato a riscattare la scorsa stagione. Anche lui avrà una squadra (Mitchelton-Scott) molto competitiva e dividerà i gradi di capitano con Simon Yates.
Ad un ulteriore salto di qualità saranno anche chiamati Meintjes e il nostro Formolo, entrambi, a 26 anni, devono migliorare un paio di top ten a testa ottenute di misura nei GT.
L’altro uomo di classifica in casa Italia sarà il solito Domenico Pozzovivo. Il percorso tutto sommato gli si addice, e la condizione sembra ottima. Chissà che finalmente non possa arrivare il tanto agognato podio…
Nelle nostre “stellette” abbiamo poi dovuto scegliere, per restare all’interno delle 15 canoniche, alcuni tra i corridori che come detto ambiranno ad un piazzamento.
Tra questi segnaliamo Dennis, che può ambire a conquistare la prima maglia rosa e Poels. L’olandese aiuterà il capitano Froome ma potrebbe anche restare in classifica, anche se la gamba finora non ha rubato l’occhio.
Ecco allora le nostre “stellette”:
Froome *****
Aru, Dumuolin, Pinot ****
Lopez, Chaves ***
Meintjes, Formolo, S.Yates, Pozzovivo **
Woods, Gesink, Poels, G. Bennet, Dennis *