
Froome: Avevamo scritto che l’approccio al Giro per il keniano bianco sarebbe potuto essere complicato: così è stato. E’ finito a terra due volte e la condizione non appare ottimale. E’ ad oltre due minuti dalla maglia rosa, ma occhio a darlo per spacciato: se sale di condizione potrà farci comunque divertire e tentare il disperato assalto alla tripla corona. Nella tappa di Gualdo Tadino, ha finalmente messo al lavoro la squadra e il primo risultato è arrivato (Chaves fuori classifica), segno che ha intenzione di dare battaglia. Sarebbe un valore aggiunto per il Giro. Voto: 5.5
Aru: poche scuse, il sardo finora non va avanti. Passino le mediocri prestazioni delle prime tappe, ma sul Gran Sasso doveva essere con i migliori, magari con poco cambio di ritmo, perchè deve uscire alla distanza, ma non può prendere un minuto. Poi va detto che Aru non è Nibali e non ha la sua terza settimana, e questo mito va sfatato. Anzi, Aru non è Nibali punto. Se ne facciano una ragione quelli che, in cerca di grandi rivalità (e li capiamo), così lo hanno dipinto per anni. Fabio: non vediamo l’ora che tu ci smentisca. Voto:5
Pinot: ce lo aspettavamo lì davanti, e tutto sommato non delude. Ma il Giro inizia ora. Vediamo… Voto: 6.5
Dumoulin: Riparte da dove aveva concluso: con la maglia rosa conquistata nella prima cronometro. Perde qualcosa negli arrivi più esplosivi, ma è normale per le sue caratteristiche. Dei favoriti della vigilia è quello messo meglio. Aspettiamolo sulle grandi montagne, ma lui aspetta la crono. Voto: 8
S.Yates: Ce lo aspettavamo sicuramente brillante, ma difficilmente si poteva pensare di vederlo in corsa per la rosa. E invece stupisce tutti, domina la prima settimana e si candida a scrivere il suo nome sul trofeo infinito. Ma occhio Simon, il giro si vince a Milano, pardon a Roma, dopo tre settimane. Voto:10
Pozzovivo: é sempre pronto nelle prime posizioni il piccolo lucano che per fare un’ottima classifica é perfettamente in bolla. Per qualcosa di più invece serve la botta, e onestamente non sembra averla nella gambe. Comunque sempre positivo e propositivo, cerca di tenere in alto la bandiera italiana. Voto 7,5
Chaves: Ci costringe a riscrivere le pagelle in corsa. Prima parte da 10. Vince sull’Etna e lascia presagire di poter far la differenza sulle grandi montagne. Poi a Gualdo Tadino finisce ad oltre 20 minuti. Queste sono le grandi corse a tappe, questo è il giro. Ora diventerà una mina vagante e sopratutto un alleato prezioso per S.Yates Voto: 6.5
Lopez: Anche lui deve fare i conti con le difficoltà della prima settimana del giro. Resta tutto sommato in classifica, ma nei primi arrivi in salita, dopo che l’azione dell’Astana lasciava presagire un colpo del colombiano, non ruba l’occhio. Voto: 5
Meintjes: Delusione totale. Mai brillante nei primi arrivi in salita ed esce di classifica nella tappa di Gualdo Tadino, la più bella del Giro. Voto:3
Formolo: Formolino perde 5′ nella tappa dell’Etna per la troppa foga che impiega nel ripartire senza sistemare la bici. Nelle altre tappe dure si fa trovare sempre coi migliori sfiorando il colpaccio a Montervergine. In classifica può risalire, ma sarebbe importante vincere una tappa. Voto 5,5
Carapaz: bella sorpresa questo ragazzo ecuadoriano. Oddio, se Unzue punta su di te per il Giro vuol dire che certe qualitá le possiedi. La tappa l’ha vinta, ora deve proteggere la maglia bianca che porta sulle spalle. Voto 8

Battaglin: una tappa, un terzo e due quarti posti. Cosa poteva fare di più il corridore veneto? Vincere due tappe anziché una perché ha dimostrato di avere davvero delle gambe super. Troviamo assurdo che sia solo sesto a una distanza siderale da Viviani nellla classifica per la maglia ciclamino, ok favorire i velocisti, ma con giudizio. Voto 8
Viviani: in Israele é perfetto nelle prime due occasioni buone. A Praia a Mare si fa scavalcare da Bennet dimostrando di avere meno gamba. Avrá altre occasioni, ma deve reggere di condizione. Voto 8
S. Bennet: nettamente il velocista più solido dopo Elia Viviani. Vince una tappa e va vicino alla vittoria pure a Gualdo Tadino. Se tiene sulle salite potrá ancora levarsi soddisfazioni, anche perché la maglia ciclamino non é lontana. Voto 8
Marezko e Guardini: che dire? Doveva essere l’anno della conferma per il primo e del rilancio per il secondo invece é andato tutto storto. Non regge nessun tipo di scusa, a un certo punto bisogna stringere i denti. Voto 3
Wellens: vince la sua tappa, quella disegnata per lui, ma poi non sembra troppo in palla. Voto 6.5
Mohoric: é in ottimo stato di forma e si vede. Vince da dominatore la tappa di Gualdo Tadino per fortuna sua e della squadra che finalmente riescono a capitalizzare. Voto 7.5
Ciccone: tra i pochi azzurri che possono far bene in salita questo ragazzo é stato caricato fin di troppe responsabilitá. Per ora non le sta deludendo, autore di azioni coraggiose ma anche utili. Ora si rilassi per tre giorni che da sabato arriva il bello. Voto 6.5
Woods: Secondo a Caltagirone, come alla Liegi. E’ la sua dimensione, un buon corridore, che si piazza. Comunque bravo, avrà altre tappe, e sta curando anche la classifica. Voto:6.5
Dennis: Beffato nella crono di Nimes, si prende la maglia rosa il giorno successivo grazie ad un traguardo volante. Vale quanto detto per Pozzovivo: così si deve correre. Ora si testerà per la classifica, verificando la tenuta nelle tappe più dure.Voto:7
Bonifazio: Vale quanto detto per Modolo. Ma nel suo caso ci aspettiamo il salto di qualità. Dimostri anche di saper soffrire aiutando la squadra nelle tappe non idonee alle sue caratteristiche. Il percorso di crescita di un corridore passa anche da questi aspetti. Voto:5.5
Ballerini: Stiamo scoprendo un corridore interessante. Il Giro serve anche a questo: ogni giorno un palcoscenico. Voto:7
Frapporti: Dal deserto agli appenini, col caldo, il freddo e la pioggia, lui è sempre in fuga per la gioia di Gianni Savio e degli sponsor della squadra. Voto: 7
Vegni: inutile negarlo, fino a domenica la pennichella é stata sistematica ad ogni tappa. La corsa la fanno i corridori? Vero. Ma se disegni tappe in cui azzeri le chance di inventarsi qualsiasi azione la conseguenza é piuttosto scontata. Come giá avevamo spiegato la salita finale non ci piace, o meglio va dosata. A questo Giro quando non c’é stato l’arrivo in salita abbiamo trovato un “muro”, una “rampa”, che ha sortito lo stesso identico effetto: noia mortale fino a 3 km dall’arrivo. Invece che pensare al riposo degli spettatori dovrebbe pensare a quello dei corridori, costretti agli straordinari da troppi trasferimenti, che se son stanchi loro, allora sì, che son problemi. Un consiglio: visto che nel disegnare il percorso é più attento al portafogli che agli aspetti tecnici, per l’anno prossimo potrebbe firmare una sponsorizzazione con qualche materasso o con qualche divano. Visto che é così bravo non farebbe nessuna fatica a trovarlo. Voto 4